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domenica 21 maggio 2017

Il tempo di provarci contro tutte le paure


Passa il tempo ma quella innata e insana paura di mettersi in gioco è sempre lì, perfida come non mai.
Pensi di continuo a tre domande fondamentali:

e se poi non ci riesco?
e se poi mollo?
e se poi gli altri mi giudicano? 

Ti svegli ogni mattina con la voglia di cambiare il mondo intorno a te, poi fai colazione e 24 ore passano che neanche ti accorgi di quanto tempo hai sprecato.

A fine giornata, quando senti addosso il peso della responsabilità, che puoi fare?
Ormai è finito tutto, hai perso l'occasione.
Così ti riprometti che ci riproverai il giorno successivo.

Questa volta ci riuscirò, ti rassicuri fiera dei tuoi propositi.

Chissà come andrà domani!

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photocredit: pixabay

venerdì 10 giugno 2016

Croccantini, nuovi cuccioli e i soliti 30 anni

Oggi facevo la mia solita strada verso casa, passando accanto al recinto del parco, con una busta della spesa sulle spalle, come sempre pesante, a fiori gialli e fucsia, che mi fa vergognare da quella volta che la presi a 2 euro al negozio del "tutto casa", nell'altra mano un pacco di croccantini da 3 Kg per cuccioli, pasto completo, dicono siano i più adatti per una crescita regolata.
Mentre scansavo le buche del marciapiede, gli uccellini cantavano i lori cinguettii d'amore e le macchine rallentavano al semaforo, ho iniziato a pensare, a cosa di preciso non so, è stato un attimo e poi all'improvviso mi sono chiesta: sono davvero felice oggi?
Strano come una semplice strada quotidiana riesce a farti pensare alla tua vita.

La mano iniziava a cedere, 3 Kg di croccanti pesavano sulla mia responsabilità, perché qualcun'altro adesso conta su di me per essere sfamato, per comprare il cibo giusto, controllare come sta, se oggi ha fatto i suoi bisogni nel posto giusto, capire perché ha paura del mondo esterno, dopo essere stato abbandonato sul ciglio di una strada e trasportato in una gabbia per tutta Italia, prima di trovare qualcuno che lo accogliesse e che gli volesse bene. 
Saranno questi 30 anni che pesano come un pacco da 3 Kg di croccanti per cuccioli, o sarà che me le vado a cercare, ma sembra che in questi ultimi due anni la vita abbia iniziato a correre e a cambiare in modo molto repentino, faccio quasi fatica a capire cosa è cambiato che inizia un nuovo mondo da affrontare. 
C'è ancora qualcosa che vuole bloccarmi e fissarmi in un posto come un dipinto e questo non mi rende felice, ma oggi ho pensato che quella strada che stavo percorrendo sicura era mia, attraversavo il mio quartiere, accanto al parco dove ogni giorno, per almeno 3 volte al giorno ormai, mi reco tenendo al guinzaglio un pelosetto di quattro mesi, che cerca di nascondersi tra le mie gambe quando la gente ci viene incontro. 
Stavo tornando a casa mia, un nido tutto amore e coccole, perché mai avrei dovuto essere triste?
Così mi sono resa conto che forse la felicità non è mai uguale ogni volta che la si prova, la felicità può essere qualsiasi cosa, si dice possa essere anche molto piccola, ma già basta per spazzare via tutto il resto e quel giorno che ti chiederanno "sei felice?" tu risponderai di sì, istintivamente, ne sono sicura, senza pensarci, perché il primo pensiero che ti verrà in mente sarà quello felice e non tutti gli altri tristi. 
Quindi la mia risposta è stata sì, oggi sono felice.
Oggi non posso pentirmi di niente, non posso soffrire per le responsabilità, per la sensazione di impotenza, per il tempo che finisce sempre troppo presto, per le delusioni e per tutte le persone che non ci sono quando ne ho più bisogno, oggi so che non posso più aspettare la felicità.

Nessuna attesa e rinuncia ci sarà più, come quelle decisioni ponderate che a 30 anni pensi di prendere per necessità e non perché lo vuoi: trentenni troppo giovani per andare avanti, troppo grandi per rimanere indietro.
Perché aspettare sempre che sia il momento giusto, forse quel momento è adesso e quando ci pensi è già passato e non tornerà. 
Me lo ripeto a cadenza mensile, lo so ogni volta le stesse parole, ma è necessario auto-incoraggiarsi sempre! 
Fatelo anche voi e siate felici.


venerdì 29 gennaio 2016

Pensieri ritrovati e bozze andate a male. Sei mesi dopo

Ancora una volta mi accorgo di aver sbagliato tutto
prima i tempi, poi anche i modi, i calcoli profetici e le possibilità
Sembrava andare tutto liscio
in gamba ragazza, carica!

Non può essere sempre così a quanto pare.
Arriverà mai quel giorno in cui tutto coinciderà alla perfezione, così che io possa finalmente starmene distesa su un'amaca a bere un mojito?! 

Ansia e stress sono legati lì, insieme, in quel punto dolorante dell'intestino,
ho comprato ben 24 miliardi di fermenti vivi ma che forse sono un po' pigri.
Mangerò patate e carote ancora una volta,
chissà magari sedentarietà e colite possono far bene alla prova costume.

Le sere si concludono così, al caldo e zanzare,
la gente non ha ancora smesso di camminare, sento i loro passi sotto il portico:
tacco 12 pronto per una festa in centro,
passo svelto di sandali che tornano a casa dopo un aperitivo in piazza,
poi qualcuno canta e qualcun'altro litiga.

Sotto la sedia un peso viola da 2 kg, un giorno l'ho comprato sperando di usarlo,
ieri l'ho cercato, l'ho trovato in fondo all'armadio dopo anni.
Seduta come una finta culturista, ho cercato di dare una botta di vita ai miei mitocondri,
tre minuti per braccio è stato tutto il mio allenamento, forse sul sinistro solo due, ma ho deciso che mi impegnerò di più...

Ecco ho perso i pensieri
ultimamente mi succede spesso, sono lì che faccio cose e parlo con la gente e d'improvviso il mio cervello si spegne, si addormenta credo e perdo i pensieri e le parole di botto,
sarà che sto invecchiando, ma per la demenza mi sembra un po' troppo presto.

Questo succede quando di pensieri ne hai troppi e dentro la testa non c'è più spazio.
Che poi il mio cervello è proprio come me, possiede un suo ordine creativo e non posso farci niente, ma ogni tanto dice basta e si ferma un attimo per rimettere ordine e ricollegare le idee, perché in fondo ci tiene poi a ritrovarle.
E così eccomi qui a ricollegare, rimodellare e scrivere cose senza senso.


°°°
Manco da troppo tempo. 
Ho ritrovato questa bozza oggi e non so quanto tempo esattamente sia passato, ma dal mio stato mentale e dall'aver citato caldo e zanzare, deduco siano passati più o meno sei mesi dal delirio.
Chissà perché non ho pubblicato tutto allora!
Ho tenuto queste frasi sconnesse in ostaggio tra i file non pubblicati, quelli dimenticati che dopo qualche mese già perdono diritto di esistere e finiscono nel limbo delle cose perdute.
Spesso vengono cancellate per sempre, altre volte cambiate e trasformate in qualcos'altro di completamente diverso.
Oggi ho deciso di non buttare via una parte di me stessa, se pur sbilenca e tristemente impostata, ma di pubblicarla così come è stata pensata e scritta e anzi voglio aggiungere un resoconto della situazione attuale.
Cosa è cambiato nella mia vita?
Continuo a sbagliare i progetti perché non imparo mai dagli errori, però adesso riesco a rispettare di più i tempi, non sempre, ma un po' di più.
Qualcosa è finalmente andata per il verso giusto, ma non sono su un'amaca a bere mojito purtroppo!
L'ansia, quella è sempre lì, si è affezionata, banchetta tra colite e herpes labiale a giorni alterni (la sto viziando troppo).
La prova costume non è andata malissimo, ma la prova invernale post-natalizia ormai è stata rimandata a primavera. Come si può ben intuire non ho sfruttato appieno i miei pesetti da 2kg.
Nel frattempo però mi sono data molto da fare, stile donna in carriera troppo poco convinta.
Infatti ho traslocato in una nuova casa, che è un piccolo nido d'amore di cui vado molto fiera, ho fatto molti esami e ho cercato di dare una svolta alla mia carriera, mai davvero iniziata, da dentista e igienista dentale di mummie e persone non morte.
Tranquilli sono cose del tutto normali per noi antropologi!

Con questo fortunato ritrovo non voglio dire di essere finalmente tornata, ma tra esami e qualche estrazione del DNA cercherò di essere più presente, sempre che io riesca a mantenere ancora i buoni propositi e non cada di nuovo nell'adolescenza lunga.
Stay tuned and drink a mojito!

photocredit: Pinterest

domenica 19 luglio 2015

La domenica

Sembra io non voglia imparare mai che quando arriva la domenica arriva il momento di andare via
cerco sempre un motivo migliore per superare 24 ore di solitudine dicendomi che va tutto bene
in fondo finisce presto
buona domenica

Non fatelo, non auguratemi buona domenica, per poi allontanarvi con il mio sorriso più bello nel vostro cestino da pic nic

Non imparerò mai a reagire e sbattermi la porta di casa alle spalle e dimenticarmi di tutto
invece continuo a sperare e aspettare che cambi il sole
conto il battito delle lancette come fosse musica
mentre potrei suonare davvero
cantare
ballare
volare

uscire da qui

Odio la domenica
Odio le finestre chiuse dei vicini, anche loro da lontano a ricordandomi che neanche gli estranei rimarranno a farmi compagnia
Così indosso il mio sorriso più grande, finto, fisso, immotivato e cerco di far finta che è solo un giorno qualunque
che tra poche ore qualcuno busserà alla mia porta
e mi porterà via

è triste doversi fare compagnia da soli

Poi domani lo so che dimenticherò tutto
perché in fondo passa subito
basta una parola
un amico che ti cerca
e tutto sembra tornare indietro

Non crescerò mai
Non c'è età per sentirsi soli


lunedì 27 gennaio 2014

Domande reali sul futuro Italiano

Vorrei fare una domanda a chi di dovere, una domanda a cui però ci deve essere una risposta chiara, concisa e soprattutto realistica.
Quali sono le effettive prospettive di lavoro in Italia?
Sebbene molti hanno già chiesto la stessa cosa a qualche luminare o ai loro padri, io non ho mai letto o sentito una reale risposta, fondata su un percorso vero con punti di arrivo, contrassegnati da una pietra o una croce, che indicano il limite massimo della vetta, invece che suggerimenti di sogni rimasti vaganti.
Io penso che questa domanda dovrebbe essere fatta da tutti e si dovrebbe istituire un ente, qualcuno che ne sa insomma, per avere una risposta certa adatta ad ognuno di noi.
Ora certo sono consapevole che viviamo in tempi difficili, c'è la crisi, c'è la mezza età italiana che sembra essere immortale, ci sono gli anziani che alle votazioni ci vanno solo loro, perché conta come uscita domenicale del post-messa e ci sono i raccomandati e i baroni all'università, fin qui ho capito tutto.
Dopo questo elenco però mi sono persa completamente, perché non è possibile che le parole italiane spariscono al vento e servono esclusivamente per condannare e rattoppare invece che per creare, rassicurare, fare.
Quindi vorrei proprio chiedere a qualcuno che cosa ne sarà del mio futuro?
Ti passano accanto anni e anni di studi infiniti, studi che inizi controvoglia perché sai che non ti porteranno a niente, ma quando li finisci non hai mica finito, perché poi devi completarli con una specializzazione, che però non ti da nessuna esperienza per cui devi chiedere un prestito per fare un master di un anno con il quale, ti promettono, farai un prestigioso stage che ti permetterà, dopo, di avere un lavoro. Purtroppo lo stage non è pagato e nel mentre la tua famiglia continua a pagarti da vivere, per i più fortunati, per gli altri ci sono i lavori serali da cameriere o barista, dopo lo stage pensi di trovare lavoro il mese successivo e invece continuano a dirti che non hai abbastanza esperienza o che non assumono nessuno per il momento, però puoi lavorare gratis, così ti fanno fare esperienza e forse dopo c'è la possibilità di un contratto fisso. Insomma questo ormai è quello che ti dicono ancora prima di finire il liceo, anzi ancora prima di iniziarlo: sembra che la società italiana abbia attuato questa sorta di lancio del boomerang, contribuendo a schiacciare i giovani sempre di più, rendendoli insensibili, apolitici, pigri, egoisti e tremendamente insicuri.
Quando la mezza età dell'italia non ci sarà più, o quando sarà troppo vecchia per avere voce in capitolo, che società avremo? Chi saremo noi giovani all'interno della società?
Saremo giovani di mezza età che ancora aspettano un lavoro fisso, saremo giovani che ascoltano la buona musica degli ideali e dei sognatori ma che hanno rinunciato ai propri sogni; giovani uomini e donne che si sono accontentati di un lavoro veloce e pronto subito invece di seguire la strada più difficile? Saremo persone senza memoria, affidati completamente all'uso di una memoria tecnologica che ha già iniziato a plasmarci?
Sarà una società di giovani di mezza età, con pochi figli piccoli, che vedranno i propri genitori giusto il tempo di una cena veloce davanti alla televisione, invecchiare senza un sorriso, lavorare fino a 70 anni ormai con troppa esperienza e troppe disavventure alle spalle, cinici e non curanti delle piccole cose?
Io non voglio essere una giovane di mezza età senza un sogno e senza un futuro, che per avere una parvenza di famiglia adotta un cane invece che avere un figlio, che non potrebbe mantenere.
Spero che qualcuno abbia una risposta alla mia domanda e spero che nelle scuole non sia fatto terrorismo psicologico senza fondamento ma che sia spiegata la reale situazione dei fatti e le possibili soluzioni concrete.
Non voglio essere una giovane di mezza età con la sindrome dell'adolescenza lunga, io voglio far parte di questa società adesso, voglio poter parlare con gli uomini di esperienza e voglio imparare adesso, per poter lavorare oggi stesso e diventare qualcuno domani.
Permetteteci di diventare come voi, uomini e donne lavoratori con esperienza diretta, con errori e correzioni che fanno parte della vita.
Non chiudeteci la porta in faccia, non cestinate i nostri curriculum, noi abbiamo solo bisogno di fiducia, di esperienza e di un futuro.






domenica 10 novembre 2013

Laurus della vittoria

Non c'è più nessun passato che mi insegue, niente più gabbie e circoli chiusi.
Bellissimo riuscire finalmente a vedere il futuro nel presente e smetterla così di aspettare e sognare qualcosa quasi immaginario.
Infatti oggi il futuro è proprio qui, tra le mie mani, lo posso toccare e personalizzare come più mi piace, perché adesso c'è tutto quello che ho sempre cercato e sembra che ogni cosa si sia posizionata esattamente al suo posto, in equilibrio con il resto del mondo.
Davvero l'universo ha ricominciato a muoversi verso di me, in modo costante e perfettamente allineato con le mie scelte. Ho da tempo aspettato e desiderato ogni cosa, così come si sta creando adesso.
La nebbia non mi fa più paura, le nuvole non mi turbano perché ora seguo un sentiero rigoglioso quasi troppo perfetto per essere reale... Mentre cammino su di esso si alza molta polvere, come se stessi cavalcando verso l'orizzonte, impavida e sicura di non essere disarcionata, questa volta no.
Conosco questo destriero, da sempre ho creduto, ho sognato, ho sperato di cavalcarlo perciò adesso non ci sarà nessun vacillamento, oggi vado avanti, impaziente, con il sole in faccia e la tempesta dietro le mie spalle.
Tutto questo è meraviglioso.

venerdì 12 luglio 2013

Erbacce, ombrellini and You're beautiful

Sapete che c'è? C'è che i difetti non esistono! 
I problemi che tutti noi possiamo avere con il nostro corpo sono creati dalla società non dal problema in se.
Se qualcuno vi ha fatto credere il contrario, sappiate che in realtà era tutto falso!
Stare bene con se stessi incuranti degli sguardi altrui è sicuramente la cosa più saggia che si possa fare, ma non tutti sono forti abbastanza per riuscirci, non tutti riescono a forgiarsi uno scudo così potente da non essere mai scalfito.
Il giudizio degli altri ti accompagna da sempre, si coltiva da piccoli come un'erbaccia che cresce in fretta e distrugge il tuo giardino, non esistono rimedi in grado di fermarla, ci puoi solo convivere e strappare le piante una ad una durante tutta la tua vita.


Viviamo in un mondo classista anche se può non sembrare.
Sei deriso e additato anche per qualcosa di poca importanza, ma le persone troveranno sempre il modo di fartelo pesare.
In india sei discriminato e considerato di una classe sociale bassa se hai la pelle molto scura. Da non crederci, gli scuri che discriminano quelli più scuri.
Anche nei paesi occidentali un tempo la pelle più scura era considerata un difetto in quanto era il colore degli schiavi, o dei contadini e delle genti che svolgevano lavori umili, quindi più esposti ai raggi del sole e per questo abbronzati. Le donne di alta classe, infatti, si proteggevano dal sole con il famoso ombrellino che vediamo nei film storici, non era decoroso essere abbronzati come i poveri.
Paradossale pensare come oggi sia totalmente il contrario, la pelle chiara è considerata qualcosa da modificare a tutti i costi, il modello che ci viene presentato è un infatti un corpo perfetto, scolpito, depilato e soprattutto abbronzato. Oggi c'è la corsa ai centri estetici per riuscire ad ottenere un bel colorito tramite le lampade abbronzanti, perché non sia mai che ci presentiamo bianchi ad un matrimonio, ad una festa o ad un invito importante. 
Anche io vivo in questa società, anche io sono stata adolescente e facevo la lucertola al sole sperando in una tintarella scurissima in poche ore, di certo non capivo i rischi di una esposizione al sole senza protezione nelle ore più calde e per fortuna non ho mai amato le lampade, che sono di gran lunga più pericolose. Naturalmente a me l'abbronzatura piace ancora, anche io sono coinvolta in questo stereotipo della tintarella e mi sento quasi fuori posto quando a luglio sono ancora bianca, color studente, mentre gli altri sono già alla seconda scottatura. Adesso, però, ne faccio un uso più responsabile proteggendomi e in ogni caso non ho più l'ossessione della tintarella scurissima a tutti i costi, anche rischiando di avere insolazioni e bruciature, nonché problemi a lungo termine di cui tutti dovremmo interessarci, come tumori alla pelle. 
Nelle nostre società qualsiasi cosa appare diversa dall'ordinario, vuoi per cultura religiosa vuoi per educazione sociale, viene adocchiata, additata, forse maltrattata e scartata a priori. 
Potrebbe sembrare molto drastico definito in questo modo, ma se riflettete tutti noi, in quanto donne, uomini, bassi, alti, grassi, magri, rossi, biondi, brufolosi, eczematosi, pelosi, calvi, omosessuali e varie tipologie di "diverso", siamo stati in qualche modo giudicati o discriminati. Non oggi forse, non domani, ma ieri magari qualcuno ci ha detto sei troppo basso o sei troppo grasso, sei brutto perché non sei come tutti gli altri, sei diverso perché la tua pelle è diversa dalla mia, sei inferiore perché sei una donna, sei un emarginato perché hai una malattia della pelle che ti lascia dei segni orribili... Ogni giorno la gente ti guarda e tu puoi far finta di non vederli, per tutta la vita hai fatto finta di essere forte e in qualche modo ci sei riuscito, hai la tua vita, tutto è bello... ma quegli sguardi ci sono ed è proprio quello che ti ricorda che tu sei diverso e sei in difetto. 
Si parla tanto di bullismo nelle scuole, non è forse causato dall'educazione sociale che ci viene imposta? 
Il diverso va deriso, tu sei più forte perché sei uguale agli altri e quindi hai il diritto di offendere e far del male al diverso che è solo e per questo più debole. 
La prima educazione sociale viene dai genitori, poi continua con la scuola e la vita stessa... 
La società va cambiata fin dai suoi primi passi, altrimenti imparerà a camminare spingendo il compagno accanto. 


mercoledì 19 giugno 2013

Noi eterni secondi nella città di Momo

Cosa potrei fare che non è già stato fatto?
Di cosa potrei scrivere che non è già stato scritto?
Oggi se decidi di intraprendere una strada per te importante, che sai essere una delle tue grandi passioni, sei costretta a vedere gli sguardi della gente che ti fissano, giudicandoti, con quell'atteggiamento da persone superiori mentre ti dicono: "Ah si, bello, adesso va di moda, lo fanno tutti".
Ecco in quel momento vorresti usare tutta la tua forza energetica per lanciare contro gli invidiosi una super scarica di parolacce e insulti mirati, ma naturalmente nessuno lo fa, o forse qualcuno si e quel qualcuno lo ammiro, sappiatelo. Io non so farlo, urlo dentro e mi nasce un odio profondo, ma cerco di rimanere impassibile, con l'atteggiamento di chi dice: "Hei tesoro, per me le tue parole sono come acqua che non bagna e sole che non asciuga"... e invece sto morendo dentro, perché quelle parole mi hanno come trafitta e inizio a rimpicciolirmi sempre più quasi a diventare un piccolo gnomo invisibile, in quel momento la mia sicurezza si annulla all'istante! Puf!
Era meglio pensarci prima mi dico, perché non ci ho pensato prima io? Mi chiedo.
Adesso non so più scegliere, non mi resta altro che tornare sui miei passi perché non è più bello fare qualcosa che tutti sanno fare ormai, un sogno troppo sbandierato non ha più valore, è stato usato e calpestato da altri mille come me.
Un tempo di sicuro questa è stata la mia scelta, che stupida persona poteva mai pensare tutto ciò?
Ero io, ero una me che ancora non parlava, che credeva di essere sbagliata per l'unico mondo che conosceva, così triste e acerbo, un mondo tutto grigio in cui mi sentivo come Momo alla ricerca disperata di salvare il Tempo e riportare la Felicità.
Oggi io sono Momo da grande, sono riuscita a salvare me stessa dai cattivi Uomini Grigi e il mio mondo è cambiato, adesso ha colori, fantasia e felicità.
Se mai avrò figli, un giorno, li porterò davanti a questo mondo in cui troveranno le vie per la creatività e per il pensiero e gli dirò: "scegliete, provate tutto, decidete e siate felici".



martedì 18 giugno 2013

Alla fine mi chiedo sempre perché scrivo certe cose!

Invecchiare.
Mi chiedo: è davvero questo quello che ci fa più paura?
Continuamente ci sentiamo dire di come invecchiare sia brutto, di come sia importante prevenire la vecchiaia occupandoci per tempo della fatale comparsa di rughe e macchie della pelle.
Viviamo tutto il tempo nel timore che un giorno guardandoci allo specchio non ci riconosceremo più, vedremo il riflesso di un volto diverso, ingrigito, corroso dalle intemperie del tempo e un corpo arido e sottile pieno di impurità.
Invecchiare non è una buona cosa per questo mondo, oggi non è più accettabile la corsa del tempo, è infatti  troppo in contrasto con tutto quello che ci rende forti e giovani.
Così succede che le donne fanno quel che possono per stare al passo con i modelli proposti con make-up forte e parrucchiere ogni settimana, estetista d'obbligo, beauty farm per le più fortunate, chirurgia per le più facoltose e gli uomini si ammazzano di palestra perché basta quello, tanto si dice che il brizzolato con le rughe di espressione piace e poi si sa che l'uomo migliora con gli anni mentre la donna può solo peggiorare. Poi dicono che il mondo non è maschilista!
Quindi è davvero questo che ci preoccupa di più? Ci spaventano le rughe e la pancetta o forse tutto questo è solo un trucco pesante che nasconde il vero volto delle nostre fobie di invecchiamento?
La palestra e i ritocchi estetici non ci ridanno mai il tempo perduto.
Credo infatti che ciò per cui siamo così spaventati è non avere più il tempo per rimediare alle mancanze compiute da giovani, quando ancora pensavamo di essere potenti e le giornate ci sembravano infinite.
Abbiamo paura di invecchiare perché in quel momento, assieme agli inestetismi, arriva la consapevolezza di non avere più tempo per chiedere scusa o per dare un abbraccio, non c'è più tempo per realizzare un sogno lontano e c'è poco tempo ormai per pentirsi e ricominciare.
Invecchiare ci fa sapere quanto tempo abbiamo perso inutilmente dietro a relazioni finte, correndo incontro a tutto quello che ci rendeva deboli e inadatti, solo per riuscire a far parte di un mondo che ci sembrava reale e forte, mentre noi eravamo così soli e tristi.
Se tutto questo è vero, allora, non dovremmo avere così timore della vecchiaia, perché ciò di cui abbiamo paura realmente è il passato e il rimpianto, mentre la vecchiaia è solo la nostra amica più sincera che ci fa vedere le cose come stanno, senza falsità; fa male, ma è l'unico modo per capire e guardare oltre.
Il nostro aspetto ci mostra tutti i pianti e le frustrazioni passate, ma quello che ci fa scorgere realmente sono tutte le volte che abbiamo strizzato gli occhi per sorridere e quei giorni bellissimi in cui abbiamo fatto le smorfie buffe perché eravamo felici!


mercoledì 5 giugno 2013

E se in quella unica settimana di vita piove?

Io non sono niente, eppure potrei essere tutto.
Non ho ancora capito cosa vuol dire -essere-, mi sfugge il significato ogni volta che tento di afferrarlo, come se fosse un velo di fumo, in realtà inesistente.
Eppure molti -sono-, è quindi possibile comprendere questo stato di vita nuova o è solo un utopico desiderio dell'uomo? 
Ho paura di questo tutto, perché se poi fosse niente e alla fine potrei assaporarne solo il gusto, sarebbe una sconfitta per il mio palato e di me rimarrebbe solo un'idea dai gusti troppo delicati.


giovedì 14 febbraio 2013

Incontentabili desideri volanti

In un modo o nell'altro sembra che trascorriamo il nostro tempo a lamentarci e desiderare quello che hanno gli altri.
Pensiamo che ciò che abbiamo non è perfetto, ha sempre qualche piccolo graffio che ci da terribilmente fastidio, mentre agli altri è toccata la migliore scelta, lucida e senza imperfezioni.
Perché non siamo mai contenti, mi chiedo. L'uomo ha questa assurda e patetica caratteristica di guardarsi sempre intorno e valutare ciò che non è suo, invece di ascoltare e comprendere fino in fondo la voce che proviene da molto più vicino, da dentro il proprio cuore o il proprio spirito. 
La verità è che non ci hanno insegnato a amarci veramente e apprezzare le nostre scelte, ma ci hanno sempre imposto una competizione forzata, frivola e distaccata, così da arrivare sempre primi per avere la migliore scelta. La migliore di cosa, la migliore per chi e rispetto a chi? 
Non dovremmo confondere la volontà di migliorarci con l'ossessione di essere primi, perfetti e invidiabili agli occhi degli altri. 
La cosa migliore è quella che è perfetta per te, per cui dobbiamo smetterla di sentirci inferiori e desiderare la felicità altrui, perché quando abbandoneremo la nostra strada per seguire quella di altri, di sicuro al primo bivio ci accorgeremo di come il sentiero perfetto fosse solo una facciata, uno specchio per le allodole, una trappola per turisti. 
A cosa sarà valsa una vita di invidia e frustrazione? 
Penso che amare ciò che ci appartiene sia il miglior modo di vivere la vita appieno, godendo dei nostri fiori di campo e dando valore al nostro giardino sassoso. Sarà forse troppo spicciolo e ingenuo tutto questo, ma le cose perfette e articolate fanno parte solo del mondo sei sogni. La realtà in fondo è molto semplice. 




venerdì 8 febbraio 2013

Ho una nuova luce negli occhi

Ho una nuova luce negli occhi
Lo scrivo perché voglio ricordarlo se mai questa luce dovesse spegnersi
Ho questa nuova strana sensazione come se tutto dovesse andare bene d'ora in avanti... so che è un po' troppo per me, ma è davvero una cosa così bella che non riesco a farne a meno.
Forse è così che deve sentirsi la roccia scaldata dal sole... nuda eppure potente, consapevole di essere l'unica a resistere all'arsura... Troppo ingenuo da parte mia pensare a questa forza come se fosse davvero in mio possesso, ma se non ora, quando potrò averla... Se non è adesso il momento non lo sarà mai più.
Ho una nuova luce negli occhi che ha reso il mio limbo un paradiso e l'inverno ha un freddo quasi piacevole. Adesso la vita è mia e lo sento davvero, ho una sudorazione e un battito che lo dimostrano, prima ero fredda e letargica, uno spettro di me stessa che avanzava senza meta per la via della sopravvivenza.
Voglio ricordare questa sensazione e guardarmi indietro sapendo di avere avuto una nuova vita tutta da gustare, addolcire, da sgranocchiare e godere.





mercoledì 17 ottobre 2012

La via più lunga è anche quella meno percorsa

Ci sono viaggi che ti cambiano interamente.
Cammini impensabili che riescono a farti guardare il mondo in modo diverso.
Ho vissuto uno di questi viaggi, per gioco, anche se, prima di tutto l'ho fatto per riuscire a provare un sisma di qualcosa, di cui neanche adesso conosco bene il nome.
Cercavo una prova che mi rendesse più forte, un percorso che poteva donarmi lo stimolo tanto atteso, in modo da recuperare la serenità perduta e iniziare così a chiudere le mille ante dei miei armadi polverosi.
Non so se questo cammino mi ha resa migliore o peggiore, ho vissuto interamente ogni momento e questo mi ha resa diversa di sicuro. E' stato come guardare un film con personaggi dinamici che alla fine, nell'ultima scena, non sono più quelli di prima, hanno imparato qualcosa, sono cambiati e si sono evoluti.
Porterò dentro di me ogni piccolo centimetro di asfalto percorso e ricorderò la fatica immensa accompagnata da arti doloranti e cedimenti improvvisi... Avrò un esempio da seguire quando tutto mi sembrerà cadere giù e quando sarà la mia mente a cedere, seguirò la mia stessa forza, quella che ho dovuto tirare fuori per non arrendermi al dolore fisico e andare avanti fino alla meta, se pur con molta fatica e con piccole deviazioni per recuperare le forze.
Adesso sono al caldo e al riposo nella mia casa, sono stanca, ho ancora i piedi gonfi e tormentati, i polpacci corti e possenti, un ginocchio che grida vendetta e una temperatura corporea che necessita di cure, ma sento che la mia mente sta bene, la serenità si è fatta spazio tra i pensieri inutili e corrotti... e da oggi si va avanti fino alla meta.

sabato 7 luglio 2012

Ho perso la magia

Sono stanca delle cose difficili.
A quanto pare c'è una legge non scritta nella nostra società, seconda la quale il complicato è meglio e vale di più.
Non lo capirò mai, ma questo modo di pensare si è ormai insinuato nelle nostre menti, anche nella mia naturalmente e di certo non aiuta.
Sembra che il mondo ci vuole tristi e sottomessi invece che liberi e sereni, i guerrieri della luce si nascondono nell'ombra e l'universo si è stancato di girare.